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Fave e cicoria pugliese, il contorno dal gusto perfetto

Margherita Montanari • 12 agosto 2026
Fave e cicoria cremose, guarnite con crostini dorati e verdure verdi saltate. Un piatto rustico e saporito.

Indice

Quando un contorno riesce a unire la dolcezza cremosa dei legumi e il carattere deciso delle erbe amare, non serve molto altro per portare in tavola un piatto completo di gusto. Le fave e cicoria sono una preparazione simbolo della cucina pugliese contadina, semplice negli ingredienti ma tutt’altro che banale nell’esecuzione. Qui trovi dosi, tempi, passaggi, varianti e accorgimenti per ottenere una purea morbida, una cicoria equilibrata e un condimento davvero mediterraneo.

Il segreto è l’equilibrio tra morbidezza, amaro e olio

  • Base tradizionale composta da fave secche decorticate e cicoria, spesso selvatica.
  • Ammollo di 8-12 ore consigliato per le fave secche non precotte.
  • Cottura lenta indispensabile per ottenere una purea liscia e vellutata.
  • Cicoria sbollentata e ben strizzata, così l’amaro resta piacevole.
  • Olio extravergine a crudo decisivo per profumo, rotondità e finitura.

Piatto di fave e cicoria con crostini di pane abbrustolito, servito in una ciotola decorata.

Perché questo contorno pugliese funziona così bene

La ricetta nasce dall’incontro di due ingredienti poveri ma complementari. Le fave secche, cotte fino a disfarsi, diventano una crema densa e naturalmente dolce; la cicoria porta una nota amarognola, vegetale e leggermente rustica. Il risultato non è un semplice purè con verdure, ma un piatto costruito sul contrasto.

In Puglia la preparazione è conosciuta anche come fave bianche e cicorie o, in alcune zone, con il nome di “incapriata”. Tradizionalmente i due elementi vengono disposti separati nel piatto, lasciando che sia ogni commensale a mescolarli secondo il proprio gusto.

Io la considero un contorno solo in senso gastronomico, perché una porzione generosa con pane tostato può diventare tranquillamente un piatto unico vegetariano. Servita in quantità più contenute, accompagna bene pesce alla griglia, uova, carni bianche e formaggi freschi.

Ingredienti e dosi per quattro persone

La lista è breve, quindi la qualità si sente subito. Per la purea consiglio fave secche decorticate, mentre per la parte verde scelgo cicoria fresca con foglie sode e non ingiallite. Le quantità sotto sono pensate per un contorno abbondante.

Ingrediente Quantità Indicazione pratica
Fave secche decorticate 300 g Da tenere in ammollo, salvo prodotto a cottura rapida
Cicoria fresca 700-800 g Il peso diminuirà dopo pulizia e cottura
Olio extravergine di oliva 5-6 cucchiai Meglio usarne una parte a crudo
Sale Quanto basta Da aggiungere con attenzione durante le diverse fasi
Pane casereccio 4-8 fette Facoltativo, ma ideale per completare il piatto

Patate, cipolla, peperoncino e aglio compaiono in alcune versioni familiari, ma non sono indispensabili. La ricetta più essenziale punta su fave, cicoria e buon olio. Personalmente eviterei di aggiungere troppi aromi: rischiano di coprire proprio il contrasto che rende speciale l’abbinamento.

Come preparare una purea liscia e una cicoria saporita

1. Ammollare e cuocere le fave

Sciacqua le fave e lasciale in acqua fredda per 8-12 ore. Trascorso il tempo, scolale, trasferiscile in una pentola e coprile con acqua pulita di circa due dita. Porta lentamente a ebollizione, elimina l’eventuale schiuma e prosegui a fuoco basso.

La cottura richiede in genere 60-90 minuti, ma il tempo dipende dall’età delle fave e dalla pentola utilizzata. Non fissarti sull’orologio: sono pronte quando si rompono facilmente premendole con un cucchiaio. Se l’acqua evapora troppo, aggiungine poca per volta già calda.

2. Trasformarle in crema

Quando le fave sono morbide, lavorale con un cucchiaio di legno, un passaverdure o un frullatore a immersione. La consistenza migliore è cremosa ma non liquida, simile a una purea rustica. Se risulta troppo compatta, correggila con qualche cucchiaio della sua acqua di cottura.

Il sale può essere aggiunto alla fine, quando la crema ha raggiunto la consistenza desiderata. Un filo d’olio dentro la purea la rende più rotonda, ma io preferisco conservarne una parte per la finitura, perché l’olio crudo mantiene più profumo.

3. Pulire e cuocere la cicoria

Elimina le foglie rovinate, accorcia i gambi più duri e lava bene la cicoria in più acque. Sbollentala in acqua salata per 5-8 minuti, a seconda della tenacità delle foglie. Deve ammorbidirsi senza diventare sfatta.

Scolala con cura e strizzala. Questo passaggio fa una differenza enorme: una cicoria troppo bagnata annacqua la purea e rende il piatto meno intenso. Per un sapore più deciso puoi ripassarla per 2-3 minuti in padella con olio, aglio e un pizzico di peperoncino.

4. Comporre il piatto

Distribuisci la crema di fave su un lato del piatto e la cicoria sull’altro, oppure disponi le verdure sopra la purea per un effetto più rustico. Completa con olio extravergine a crudo e, se piace, qualche goccia di succo di limone.

Il pane tostato non è un semplice ornamento. Serve a raccogliere la crema, aggiunge croccantezza e rende la preparazione più sostanziosa. Una fetta di pane di grano duro o di Altamura è l’abbinamento più coerente con la sua origine pugliese.

Come controllare l’amaro senza snaturare la ricetta

La cicoria selvatica ha un gusto più intenso rispetto a quella coltivata. È proprio questa nota amara a bilanciare la dolcezza delle fave, ma può risultare aggressiva se la verdura è molto fibrosa o se viene cotta male.

Per attenuarla, puoi cambiare l’acqua dopo una prima breve sbollentatura oppure prolungare la cottura di qualche minuto. Non la lascerei però bollire troppo a lungo: una cicoria completamente priva di carattere perde il suo ruolo nel piatto.

Tipo di verdura Risultato Quando sceglierla
Cicoria selvatica Più amara e intensa Per una versione tradizionale e decisa
Cicoria coltivata Più delicata e tenera Per chi preferisce un gusto meno marcato
Catalogna Amara ma croccante Quando si desidera una consistenza più vivace
Erbe miste Più aromatiche e morbide Per una variante domestica, non filologica

Se usi cicoria molto amara, aumenta leggermente la quantità di purea o scegli un olio dal profilo fruttato e non eccessivamente pungente. Il punto non è cancellare l’amaro, ma portarlo a un livello in cui invoglia il boccone successivo.

Errori comuni e varianti che hanno davvero senso

Il primo errore è cuocere le fave a fiamma troppo alta. La superficie può asciugarsi mentre il centro resta duro, con una crema granulosa e poco piacevole. La soluzione è una cottura paziente, con liquido sufficiente e controllo negli ultimi 20 minuti.

Un altro problema frequente è frullare la cicoria insieme alle fave. In questo modo si perde il contrasto visivo e gustativo tra i due componenti. Se vuoi una consistenza più uniforme puoi farlo, ma otterrai una crema verde dal carattere diverso, non la versione tradizionale.

  • Fave precotte o a cottura rapida sono utili quando hai poco tempo, ma spesso offrono una purea meno profonda.
  • Patata lessa può rendere la crema più morbida, anche se aggiunge dolcezza e allontana il piatto dalla versione essenziale.
  • Peperoncino e aglio funzionano bene nella cicoria ripassata, soprattutto se la servi come contorno di carni o pesce.
  • Limone o aceto vanno dosati con prudenza, perché l’acidità può coprire il profumo dell’olio e la dolcezza delle fave.

Per una versione più elegante da ristorante, servirei la purea in un piatto caldo, la cicoria ben strizzata al centro e una briciola di pane tostato sopra. È una piccola modifica, ma valorizza temperature, consistenze e profumi senza tradire l’identità del piatto.

Con cosa servire questo contorno e come conservarlo

La preparazione si abbina bene a piatti dal gusto semplice. È ottima con orata o branzino alla griglia, uova al tegamino, pollo arrosto e salsiccia, mentre con formaggi molto stagionati può risultare troppo intensa.

Servita da sola, consiglio pane tostato, pomodori secchi o qualche oliva. Una porzione da circa 250-300 g può funzionare come piatto principale leggero, soprattutto se completata con cereali o pane integrale.

La purea e la cicoria si conservano separatamente in frigorifero per fino a 2 giorni, dentro contenitori chiusi. Per servirle di nuovo, riscalda lentamente la crema con poca acqua e condisci la cicoria solo dopo averla riportata a temperatura. Il congelamento è possibile per la purea, ma la cicoria perderà parte della sua consistenza.

Il valore di un piatto povero fatto con attenzione

Questa specialità dimostra che la cucina contadina non è sinonimo di cucina approssimativa. Con pochi ingredienti richiede scelte precise, dalla qualità delle fave alla gestione dell’amaro, fino all’olio usato a crudo.

La mia regola è semplice: mantenere separati i sapori fino all’ultimo momento e lasciare che sia il condimento a unirli. Quando la purea è cremosa, la cicoria ancora riconoscibile e il pane croccante, il piatto raggiunge il suo equilibrio naturale senza bisogno di aggiunte superflue.

Domande frequenti

Servono 300 g di fave secche decorticate, 700-800 g di cicoria fresca, 5-6 cucchiai di olio extravergine, sale e 4-8 fette di pane casereccio facoltative.

Dopo un ammollo di 8-12 ore, le fave cuociono a fuoco basso per circa 60-90 minuti. Sono pronte quando si rompono facilmente premendole con un cucchiaio; se la crema è troppo densa, si può aggiungere poca acqua di cottura.

La cicoria va sbollentata in acqua salata per 5-8 minuti e poi strizzata bene. Se è molto amara, puoi cambiare l'acqua dopo una prima breve sbollentatura o prolungare la cottura di qualche minuto, evitando però di renderla sfatta.

Purea e cicoria si conservano separatamente in frigorifero, in contenitori chiusi, fino a 2 giorni. Una porzione da 250-300 g con pane tostato può diventare un piatto unico leggero; la purea si può congelare, mentre la cicoria perderà consistenza.

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Autor Margherita Montanari
Margherita Montanari
Mi chiamo Margherita Montanari e da sei anni mi dedico con passione alla scoperta e alla condivisione dei segreti della cucina italiana. La mia avventura nel mondo dei sapori autentici è iniziata quasi per caso, da un profondo amore per le ricette tramandate in famiglia e per la magia che si cela dietro ogni ingrediente di qualità. Su questo sito, il mio obiettivo è quello di accompagnarvi in un viaggio attraverso la tradizione culinaria del nostro paese, esplorando la ricchezza degli ingredienti che rendono unici i nostri piatti e, naturalmente, deliziandoci con la dolcezza dei nostri dolci. Cerco sempre di rendere le preparazioni accessibili e comprensibili, verificando le fonti e confrontando le diverse interpretazioni per offrirvi informazioni accurate e aggiornate. Spero che il mio percorso possa ispirarvi a portare in tavola il meglio della cucina italiana.

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